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ACQUEDOTTO DI CANTALLOC >>

 

L’acquedotto preincaico di Cantalloc si trova in una zona agricola della periferia di Nasca. È uno dei trentasei acquedotti tuttora funzionanti ed ancora impiegati in agricoltura.

Le valli di Nasca possiedono terre molto fertili, ma soffrono della mancanza di acqua, poiché sulle montagne circostanti dove nascono i fiumi non esistono né ghiacciai, né laghi. Per cui dipendono interamente dalle piogge delle Ande che si verificano generalmente tra ottobre e febbraio.

Quest’acqua arriva a valle attraverso i fiumi nei mesi di gennaio e febbraio, ma allo stesso tempo s’infiltra nel sottosuolo andino, e attraverso la falda freatica scende dalle Ande e passa per questa zona a dieci-quindici metri di profondità, affiorando in superficie nella parte bassa della valle in maniera del tutto naturale.

Gli antichi abitanti di Nasca, esperti conoscitori della falda freatica, trovarono in questo tipo di galleria filtrante il modo più pratico per estrarre l’acqua dal sottosuolo ed irrigare i propri campi.

Si tratta di canali longitudinali che, dopo aver intercettato la falda freatica, la conducono in superficie. L’acquedotto è costituito di due canali principali: uno che passa sotto il fiume, e l’altro che corre parallelo al fiume. Entrambi si uniscono in questo punto formando poi un solo canale che sale in superficie: la sua acqua può essere così immagazzinata nella vasca da cui viene estratta per utilizzarla quotidianamente.

Le pareti dei canali sono costituite di pietre rotonde provenienti dai fiumi vicini, ed il tetto è composto di blocchi di pietre piatte e, in qualche caso, del duro legno di huarango.

Una volta costruiti i canali, nel terreno si lasciavano intenzionalmente aperte delle fosse a forma di cono con la punta rivolta verso il basso, chiamate “finestre”, “camini” o “occhi”. Tali “finestre” permettono alle persone che si occupano della manutenzione e della pulizia all’interno dell’acquedotto di scendere e di risalire.

Questi acquedotti producono un flusso d’acqua di 60 litri al secondo, che permette di irrigare fino a trenta ettari di terreno coltivato.

Acquedotto di Cantalloc

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