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Nasca è universalmente famosa principalmente per le linee o e i geoglifi tracciati in un’area di oltre 500 Km quadrati totali, nella Pampa limitrofa a questa città e nelle valli fluviali degli affluenti del Río Grande, che occupano una vasto territorio.

Si tratta di una delle manifestazioni più spettacolari delle culture precolombiane e consiste in centinaia di figure e linee, la cui eccezionale dimensione può essere apprezzata solamente da un punto sopraelevato rispetto al terreno o da un mezzo aereo.

Vennero realizzate dalla cultura Nasca tra il 500 a.C. e il 500 d.C., e ai giorni nostri hanno dato luogo a numerose ipotesi ed interpretazioni sul motivo della loro realizzazione e sul loro significato.

Quello che sorprende di più è che sono state eseguite con una perfezione straordinaria, fatta di linee precise, forme molto realiste e dimensioni di centinaia di metri o persino di alcuni chilometri.

Rappresentano essere vivi (animali e umani), vegetali stilizzati, essere fantastici e figure geometriche. Tra le più famose si possono citare, ad esempio, il Ragno, la Scimmia, il Colibrì, la Balena, altri pesci e rettili. Tra i più lunghi, l’Uccello Gigante (280 metri) e il Pellicano (285 metri). Tra le figure antropomorfe, quella più enigmatica è conosciuta col nome di Extraterrestre o Astronauta, anche se scientificamente è stata considerata come la rappresentazione di una  divinità Paracas conosciuta come “Ser Oculado”.

Sono molti gli studiosi che si sono dedicati all’analisi di queste linee, a partire dalla loro scoperta all’inizio del secolo XX. A partire da Toribio Mejia alla fine degli anni Venti, a Paul Kosok negli anni Trenta, che parlava di raffigurazioni e percorsi spirituali a scopo cerimoniale, e la sua nota discepola Maria Reiche, che alle linee dedicherà l’intera vita, vedendo nei geoglifi e nelle linee un significato astronomico. Secondo la studiosa, infatti, le “linee” vennero utilizzate dagli antichi agricoltori Nasca per conoscere e controllare i cicli agrari metereologici, oltre ad avere un significato religioso.

I geoglifi vennero realizzati applicando un sistema apparentemente piuttosto semplice: veniva rimosso lo strato superficiale di terra e pietre per far apparire lo strato più chiaro sottostante. La zona è molto arida, non piove quasi mai, i venti sono sempre molto deboli e non si verificano significativi processi di erosione: per questo i disegni hanno potuto conservarsi in questo stato fino ad oggi. Le piccole pietre che ricoprono la superficie sabbiosa di questa pampa contengono probabilmente ferro, e in tanti millenni il sole ha creato una patina scura determinando la loro ossidazione.

Un’analisi ammessa universalmente riconosce nei geoglifi di forma geometrica degli elementi astronomici correlati al calendario, indicando il punto di tramonto del sole in date particolari solstiziali o equinoziali. Inoltre, il ritrovamento di offerte consistenti in oggetti di ceramica e strumenti litici presso alcuni geoglifi, indica che venivano utilizzati anche come luoghi di culto e riunioni collettive.

Geoglifi di Nasca

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