Il museo, la cui costruzione iniziò prima degli anni ’90, è stato inaugurato nel luglio del 1999 e raccoglie nella sua struttura i risultati delle varie campagne di scavo archeologico nella regione di Nasca, dirette dal dott. Giuseppe Orefici fin dal 1982.

 

I materiali sono esposti, in accordo con lo Stato peruviano e il Ministerio de Cultura, nella sede peruviana del Centro Italiano di Studi e Ricerche Archeologiche Precolombiane (CISRAP)/Centro de Estudios Arqueológicos Precolombinos (CEAP) di Nasca. Oggi il museo costituisce una delle attrazioni maggiori dell’area, a parte l’escursione aerea sulle linee che 120.000 turisti visitano annualmente.

Le collezioni esibite provengono dalle ricerche pluriennali nel centro cerimoniale di Cahuachi, nonché dagli scavi di altri siti come Pueblo Viejo (valle del Río Nasca, tra Nasca e Cahuachi), San José (valle del Río Ingenio), Huayurí (Valle di Santa Cruz, vicino a Palpa), Jumana, Santa Clara, Usaka, Pacheco.  Il museo è anche sede delle attività di laboratorio successive agli scavi archeologici che il dott. Orefici continua a dirigere a Cahuachi.

Il turista, grazie alla presenza di guide specializzate e a pannelli esplicativi, anche se inesperto, può visitare le sei sale del museo acquisendo una maggiore conoscenza delle culture sviluppatesi nel deserto di Nasca.

 

Il complesso museale si sviluppa su una superficie interna di 750 m2 e comprende un parco archeologico all’aperto di 1600 m2, dove si può ammirare l’Acquedotto di Bisambra, vestigia del talento degli antichi abitanti nel campo dell’ingegneria idraulica. Nel parco archeologico sono visibili ricostruzioni di tombe, in dimensione reale, con imitazioni delle sepolture e del relativo corredo funerario, alcune riproduzioni delle micropitture rupestri di Huayhua e un fedele modello, in scala ridotta, dei geoglifi della Pampa di Nasca.

 

Il percorso segue un criterio che tiene in considerazione i diversi fattori che condizionarono lo sviluppo delle società che s’insediarono nella Valle di Nasca e nel territorio confinante.

Uno dei più importanti fu l’ambiente, nel quale l’uomo del Bacino del Río Grande di Nasca apprese a impiegare le risorse naturali. Un altro, fu il modo di utilizzare e trasformare lo spazio fisico disponibile, con finalità economiche e di controllo, sia politico, sia religioso.

IL MUSEO

 

La prima sala del Museo introduce alla sezione dedicata all’ambiente e alla descrizione dei principali siti e monumenti archeologici dell’area: Pueblo Viejo, Cahuachi, Estaquería, Paredones e gli acquedotti o gallerie filtranti.

 

I reperti esposti comprendono dei campioni di piante coltivate, ritrovati durante gli scavi, oltre ad alcuni esemplari di recipienti ceramici, appartenenti a differenti fasi cronologiche e culturali dei siti oggetto delle ricerche.

 

I pannelli che illustrano questa sezione comprendono quadri cronologici, mappe, fotografie aeree, immagini dei principali siti archeologici e un’ampia descrizione dell’arte rupestre presente nel territorio di Nasca e Palpa, con la riproduzione dei disegni più significativi. Segue una sezione dedicata ai geoglifi, con una ricca varietà d’immagini e disegni corredati da testi descrittivi e interpretativi. Da questo punto, le tematiche del Museo affrontano tutti gli aspetti della società Nasca. Gli oggetti che sappiamo essere stati associati ad altri o con il luogo in cui furono ubicati, permettono di ricostruire, con un elevato livello d’approssimazione, svariati dettagli della vita quotidiana, dell’economia e dell’organizzazione del popolo di cui ammiriamo la produzione.

Pueblo Viejo, Cahuachi, Estaqueria, Paredones e gli acquedotti

 

LA PRIMA SALA

 

 

 

Le tre ampie sale successive sono dedicate ai siti di San José, Pueblo Viejo e Cahuachi, con una ricca esposizione di ceramiche, tessuti, manufatti d’osso, conchiglia, legno, terracotta, esemplari di cesti, di zucche incise o pirografate, resti ossei e vegetali, ognuno proveniente da contesti specifici, meticolosamente descritti e studiati sistematicamente con metodi adeguati.

Per ottenere una presentazione didattica delle tecniche costruttive adottate nel campo dell’architettura Nasca, il Museo conta su alcune ricostruzioni d’elementi murari, di colonne, delle tipiche scalinate, oltre ad esempi dei diaframmi più semplici, come le pareti in canniccio e argilla. Per poter comprendere appieno la monumentalità che caratterizzò Cahuachi nella sua fase di massimo splendore, è stata realizzata la ricostruzione in scala 1:1 di una parte della facciata nord del “Templo del Escalonado”, scoperto nel 1987. Si tratta dell’unico esempio di parete decorata con un fregio continuo, sinora conosciuto nella Valle di Nasca.

 

Le cerimonie e i rituali associati alle sepolture oppure ai momenti costruttivi, sono rappresentati da un’importante collezione di teste-trofeo o da offerte di differente natura, oltre che dalla ricostruzione di una tomba contenente un individuo mummificato autentico, con deformazione craneale.

Anche l’arte tessile, grazie alla quale i Nasca raggiunsero un gran prestigio, è rappresentata da alcuni reperti che sono unici per gli elementi iconografici che li caratterizzano. Sono esposti anche gli utensili impiegati per la loro fabbricazione.

 

 

 

L’ultima sala comprende materiali appartenenti alle fasi medie e finali di Nasca, ritrovati durante gli scavi ad Estaquería e nel settore più tardo di Pueblo Viejo. Sono esposti, inoltre, manufatti provenienti dalle ricerche in siti ubicati in altre valli, tra cui quelli di Usaka, Santa Clara e Jumana.

 

Per quanto concerne il Periodo Intermedio Recente, precedente alla dominazione incaica, i materiali provengono prevalentemente dalla "Ciudad Perdida" di Huayurí, scavata nel 1984 e 1985, oltre che dal settore corrispondente all'occupazione finale di Pueblo Viejo in epoca preispanica.

All'interno dello spazio verde del Centro Studi e del Museo Antonini, scorre l'acquedotto di Bisambra, che testimonia il talento degli antichi Nasca nel campo dell'ingegneria idraulica. Grazie a un'attenta analisi del suolo e delle sue caratteristiche, essi adottarono un ingegnoso sistema di captazione idrica, conosciuto con il nome di “gallerie filtranti” o puquios e riuscirono a realizzare una rete di distribuzione idraulica permanente che scorreva all'interno dell'area agricola, permettendo d'irrigare una vasta porzione di territorio anche durante i mesi di siccità totale. A tutt'oggi nell'area esistono 34 acquedotti Nasca ancora in uso, la maggior parte dei quali sono d'origine precolombiana, anche se hanno subito notevoli modifiche nel tempo. Gli acquedotti di Nasca sono a cielo aperto, semisotterranei oppure coperti in gran parte del percorso, accessibile solo attraverso pozzi d'ispezione di forma variata.

Il giardino interno del Centro Studi comprende in parte anche il parco archeologico del Museo Antonini. nel quale si possono ammirare delle ricostruzioni di tombe delle diverse epoche in scala reale, la riproduzione di alcune micropitture rupestri di Huayhua, una visione dall'alto di un fedele modello in scala ridotta dei geoglifi di Nasca. L'elemento di maggior rilievo è comunque l'acquedotto precolombiano di Bisambra. Nel 1991 si è potuto conservare e porre in valore l'ultimo frammento di ciò che resta dei 1.300m circa dell'acquedotto, ormai completamente ricoperto dall'edificazione incontrollata degli ultimi decenni. L'acquedotto di epoca Nasca, scorre all'interno dell'area utilizzata dal Centro Studi per le sue attività e fa parte del percorso museale.

San Josè, Pueblo Viejo, Cahuachi

LE SALE SUCCESSIVE

Periodo Intermedio e Ultimo Periodo Nasca

L'ULTIMA SALA

 
 
 
 

L'ESPOSIZIONE

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All'interno del Centro è presente una biblioteca con testi e pubblicazioni scientifiche relazionate all'archeologia. E' composta da circa 2000 volumi, principalmente relativi all'area peruviana, boliviana e messicana.

 

La biblioteca è un ottimo strumento e area di lavoro per studiosi e stagisti, i quali avranno la possibilità di utilizzare i volumi in essa contenuti sotto il controllo della Direzione del Centro, così come, in base alle necessità di lavoro, potranno aver accesso ad alcune delle documentazioni dei lavori realizzati durante questi ultimi trent'anni. 

 

All'interno del Centro Studi funziona una sala didattica polifunzionale, idonea per lo svolgimento di lezioni, corsi, seminari e proiezioni di filmati o immagini.

 

La sala è dotata di strumentazioni multimediali, quali videoproiettore e videolettore DVD. Lo spazio dell'auditorium può ospitare fino a 100 persone a sedere.

IL GIARDINO E L'ACQUEDOTTO PRECOLOMBIANO DI BISAMBRA

 

LA BIBLIOTECA E L'AUDITORIUM

 

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