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Chichictara è uno spettacolare giacimento di petroglifi, uno dei maggiori della Costa Sud del Perù dopo quello di Toro Muerto ad Arequipa. Si trova nella Valle di Palpa, a circa 45 chilometri a nord di Nasca. In quest’area sono stati registrati circa 300 petroglifi plasmati su rocce vulcaniche e alluvionali di colore rossiccio, disseminati tra le varie gole e colline della valle.

Tra le varie rappresentazioni, si notano figure di felini, uccelli, serpenti, camelidi, gamberi, scimmie, cervi, serpenti bicefali, il sole, la luna, rappresentazioni umane, figure a spirale, ed altre ancora. 

I petroglifi di Chichictara (che in quechua vuol dire “pioggia di sabbia”) fanno parte di una delle espressioni culturali più importanti dell’antico Perù.  

Più di 3000 anni fa la Valle di Palpa è stata abitata da culture primitive, che hanno voluto plasmare in questi disegni gli eventi che facevano parte della loro vita quotidiana, come gli animali, gli uccelli, le divinità, e molte altre rappresentazioni che sono ancora oggetto di ricerca da parte del mondo scientifico. La iconografia e la simbologia espresse in questi petroglifi permettono di datarli tra l’Orizzonte Temprano finale a tutto l’Orizzonte Medio.

Le tecniche utilizzate sono la percussione superficiale, il solco medio profondo e l’intaglio tramite l’utilizzo di una pietra.

La presenza dei motivi felinomorfi rafforza la tesi dell’influenza andina su Chichictara, essendo un animale comune nella mitologia della foresta e generalmente differenziato sessualmente: il felino maschile è associato alla divinità solare, mentre quello femminile alla divinità lunare.

Tra i motivi religiosi, la trilogia panandina uccello-serpente-felino è sempre presente. Allo stesso modo la presenza di teste-trofeo sotto molte creature zoomorfe aumenta il loro significato emblematico.

A Chichictara, molti sono anche i serpenti bicefali e piumati. Il serpente piumato è un simbolo panamericano, che si manifesta in Perù a partire dall’Orizzonte Antico. Il serpente bicefalo, invece, veniva adorato come fonte di richiamo delle piogge ed indica la dualità divina racchiusa in un unico emblema.

L’area puà essere suddivisa in tre zone: la prima zona è caratterizzata dal Ciclo della Vita, dove si apprezza l’essere umano nelle sue varie tappe: l’infanzia, la giovinezza, l’età adulta, la vecchiaia e la morte. Il miglior petroglifo dell’area è una roccia sulla cui superficie piana sono state intagliate le figure di tre antichi sacerdoti dell’era pre-incaica, conosciuta come la Roccia delle Tre Età, anche se queste interpretazioni sono nate dalle guide turistiche che conducono gruppi nell’area dei petroglifi.

La seconda zona è caratterizzata da petroglifi di uccelli ben definiti all’altezza di una capanna, molto vicino alla strada.

La terza zona, infine, è la più grande e rappresenta esseri umani, volpi, essere mitici, uccelli, figure geometriche ed altre figure proprie della cosmovisione andina, come ad esempio un puma andino ed un serpente con due teste.

Petroglifi di Chichitara

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