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Sito Cerimoniale di Cahuachi

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A circa 28 chilometri ad ovest di Nasca, sorgono le imponenti rovine del centro cerimoniale di Cahuachi, il più notevole centro cerimoniale della costa sud del paese.

Si tratta di uno dei luoghi più sacri e più spettacolari della cultura Nasca. In realtà viene anche considerato il centro religioso più grande dell’antico Perù, la città di fango più grande al mondo ed il centro di pellegrinaggi più grande del sud del Perù.

Tra il 300 a.C. e il 400 d.C. divenne un centro religioso di grandissimo prestigio, e vi vennero edificati trentaquattro gruppi principali di templi destinati al culto delle divinità adorate dalla popolazione nasca.

Non si conosce l’origine del toponimo, ma può essere interpretato in modi diversi, tra i quali luogo dove si “vede” o si “osserva” oppure, in base ad altra dizione della lingua quechua, luogo di castigo. Comunque i Nasca parlavano un idioma di origine proto-aymara, quindi queste diverse denominazioni sono solo speculazioni.

Cahuachi fu costruita nella parte più bassa della valle, dove la falda freatica affiora naturalmente in superficie. Anticamente l’acqua era simbolo di potere e, nel caso di Cahuachi, questo potere apparteneva alla casta sacerdotale.

Le rovine ricoprono un’estensione di ben 24 km quadrati e una parte di esse sono separate dalla famosa pampa di San José in cui si trovano i geoglifi di Nasca solamente dal Río Nasca. Non c’è dubbio che esista una correlazione tra il centro cerimoniale di Cahuachi e i geoglifi della Pampa, che potrebbe essere definita un’alternativa al centro cerimoniale di spazi aperti delimitati solamente dalla presenza di contorni perimetrali costituiti da file di pietre.

I principali archeologi che si sono occupati dei suoi scavi concordano sul fatto che fu un luogo sacro, meta di grandi pellegrinaggi da parte delle popolazioni della valle del Rio Grande, al fine di realizzare importanti cerimonie. Per la sua rilevanza religiosa e maestosità è stato perfino definito “Vaticano Preispanico”.

In uno dei settori archeologici di Cahuachi sono stati scoperti i resti umani più antichi dell’area di Nasca, risalenti a 4.200 anni fa. Si trattava di un personaggio femminile sacrificato alla base di un piccolo altare cerimoniale all’interno della struttura denominata Gran Pirámide 2.

Cahuachi venne costruita in 5 fasi, relative alle varie fasi di sviluppo della cultura Nasca, e comprendenti circa 900 anni, tra il 450 a.C. e il 450 d.C. circa. Ognuna di queste fasi si distingue per l’impiego di diversi elementi costruttivi: le pareti erano costruite con “adobes” (mattoni crudi), successivamente intonacate con argilla.  Le strutture erano di tipo templare, terrazzate con grandi recinti cerimoniali.  Per mezzo di scale si accedeva ai diversi livelli. Le pareti erano prevalentemente colorate.

In determinati momenti dell’anno accedevano al centro cerimoniale diversi gruppi umani proveniendo da luoghi anche molto lontani, per partecipare ai differenti rituali. La danza e la musica erano elementi costanti nelle liturgie collettive. All’interno delle strutture esistevano laboratori tessili e aree di conservazione di prodotti agricoli. A Cahuachi sono state ritrovate molte offerte di tipo votivo, tra le quali : antare e tamburi, lama e porcellini d’India sacrificati, tessuti raffinati, teste-offerta e vasellame di ceramica sui quali sono rappresentate delle divinità.

Tra i 34 gruppi principali di templi scoperti, si distinguono essenzialmente il Grande Tempio, la Grande Piramide e il Tempio Scalonato, la Pirámide Naranja, la Gran Pirámide 2.

La Grande Piramide costituisce il tempio emblematico dell’intero complesso ed arriva a misurare 22 metri d’altezza e più di 100 metri di lato, attraverso 7 livelli di scaloni, ognuno dei quali possedeva colonne di huarango intonacato che sostenevano tetti elaborati con fregi colorati. Sul lato orientale della piramide, fu elaborata una scala di grandi dimensioni che conduceva all’interno della costruzione  orientata verso il Cerro Blanco, una duna considerata sacra.

Tra il 400e il 450 d.C. esistono evidenze di disastri naturali, come un catastrofico terremoto, preceduto e seguito da due grandi alluvioni, che ricoprirono gran parte delle costruzioni del centro cerimoniale. La vita nel centro cerimoniale riprese e si procedette a sigillare i templi con grande apporto di materiale di costruzione, con il fine di cristallizzare il luogo sacro al di fuori del tempo e dello spazio. Succesivamente, dopo l’abbandono di Cahuachi, il sito ritornò ad essere “huaca”  e i suoi spazi furono utilizzati per  contenere grandi necropoli.  

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